Estrarre maggiori dati dalla SEO in tempi di GDPR

C’era una volta la possibilità di individuare esattamente ogni query o termine di ricerca che ha portato traffico alla nostra proprietà web, come si poteva anche usare il Google Keyword Planner di Google Ads per studiare i dati di qualsiasi parola chiave. Dall’avvento del GDPR e l’adeguamento di Google ai nuovi standard sulla trasparenza, i rapporti su Analytics risultano troncati, e in Google Ads si possono studiare solo le chiavi che superano un certo volume di ricerca. Come avere quindi le risposte alle domande che abbiamo, e come estrarre maggiori dati dalla SEO in tempi di gdpr?

 

Come estrarre maggiori dati dalla SEO.

 

I rapporti impattati dal cambiamento

Questo cambiamento riguarda soprattutto i rapporti Google Analytics che di solito osservavi in Acquisizione > Search Console > Query.

In alcuni casi, a seconda ti quanto l’account sia in regola con i regolamenti di privacy, sono presenti solo una manciata di query nel rapporto, ed in questo screenshot ti stiamo mostrando una proprietà che ha volumi di traffico di centinaia di migliaia di utenti al mese, delle quali il 70% proviene da traffico organico.

Qui sotto, invece, il rapporto query per un sito web Americano, dove esistono regolamenti di privacy differenti. Il rapporto presenta ben risultati.

Alternativamente, un’altra limitazione tipica è l’impossibilità di associare in Dimensione Secondaria, nel rapporto Comportamento > Contenuti del Sito > Pagine di Destinazione, la query di ricerca, che produce l’errore “not set“.

Un altro rapporto fortemente impattato è quello del Keyword Planner (Strumento per la pianificazione delle parole chiave) di Google Ads, che ora riporta i dati solo per determinati volumi di ricerca. Questo deriva sia dalla necessità di creare dati aggregati e dunque anonimizzati, ma anche di isolare per la piattaforma di Google Ads chiavi che possano comportare un investimento minimo di interesse da parte dell’advertiser.

Workaround 1: Google Search Console

Google Search Console, anche conosciuto precedentemente come Google Webmasters Tools, è un prodotto a nostro avviso distante dall’essere perfetto o sempre accurato, ma è comunque uno strumento essenziale per la corretta indicizzazione del tuo sito web su Google, e per scovare eventuali website vitals in negativo che possono impattare negativamente la tua SEO.

In Google Search Console puoi scoprire facilmente per quali keyword si sta indicizzando il sito web, ed in particolare fare un’analisi in base alle query di ricerca, le pagine, i paesi, i dispositivi, i range di date, ed anche verificare l’aspetto sulla rete di ricerca.

Al di là degli altri strumenti di Google Search Console che copriremo in un articolo dedicato, focalizziamoci ora su queste dimensioni del rapporto “Rendimento“. Grazie a questi rapporti possiamo scoprire termini di ricerca per i quali ci stiamo posizionando con efficacia, permettendoci di dedurre keyword gaps rispetto alla nostra competizione.

Tieni presente però che Google Search Console, sempre per motivi di privacy degli utenti ma anche per la sua natura costantemente cangiante (non c’è nulla di più vivo della SERP, online, in quanto il suo aspetto dipende dalla SEO giornaliera e dai nuovi contenuti postati da ogni attore sul web, e vengono lanciate ogni giorno in media 500.000 siti web) non è uno strumento ad alta precisione su tutte le metriche riportate (ad esempio la posizione media è sempre un valore relativo). Quindi Google Search Console è un tool dal quale ottenere una fotografia, un’istantanea, e non sul quale fare analisi vera e propria.

Workaround 2: Google Trends

Per prima cosa ti consiglio di usare Google Trends per scoprire le tendenze di determinati termini di ricerca a tua scelta, anche mettendoli a confronto tra di loro. Puoi usare Google Trends per cercare idee per i post del tuo blog, ma può essere utilizzato anche per capire su quali keyword biddare nelle tue campagne PPC. Google Trends analizza le principali query di ricerca in aree geografiche e nel tempo.

Se vuoi sapere cosa cercavano le persone a Roma nel gennaio 2015, Google Trends te lo dirà, come ti dirà i trend di ricerca per le query messe a confronto, in una data area geografica “Super Food” e “Cibo Salutare”.

Se hai bisogno di aiuto nella gestione delle campagne PPC, puoi consultare questa pagina.

Puoi utilizzare Google Trends anche per un’altra utile funzione, ovvero l’espansione delle parole chiave trovando i termini di ricerca correlati a quelli che stai già utilizzando ed utilizzare quindi questi termini nei test A / B.

Google Trends ti è utile anche per le previsione di spesa e budget per la PPC sulla Rete di Ricerca perché puoi confrontare il volume di ricerca anno su anno e vedere i picchi mensili o stagionali di interesse per i termini chiave, quindi aggiustare in modo appropriato il budget pubblicitario.

Tool esterni che usiamo in studio

Ecco una breve lista di strumenti che ci sentiamo di consigliarvi e sui quali dare un’endorsement. Dal momento che non c’è alcuna convenzione commerciale tra Fuel LAB e questi attori, non forniremo una descrizione del loro servizio, che potrebbe essere di parte o metterne in luce uno rispetto all’altro, e ci limiteremo a fornirvene i link.

Google Old School “Hacks”

Prima di tutto specifichiamo che quando diciamo “Hack” non intendiamo indicare alcuna pratica black hat o scorretta, né che vada contro ogni qualsivoglia regolamento.

La piattaforma pubblicitaria Google Ads ha in serbo per noi infatti una serie di dimensioni e metriche altrimenti inaccessibili, per approfondire ulteriormente lo studio della nostra Strategia Keyword, fondamentale per una SEO efficiente.

Per prima cosa potete usare il tool “Strumento della Pianificazione delle Parole Chiave”. Da qui, potete iniziare una nuova pianificazione andando ad inserire un certo un numero (massimo 10) di parole chiave di vostro interesse per paese di ricerca. Google vi fornirà tre metriche molto importanti per il vostro studio SEO e preparazione delle campagne PPC: Media di Ricerche mensili, Concorrenza, e Costo per Click previsto.

I vantaggi per la pianificazione delle campagne PPC sono evidenti, ma per il nostro scopo secondario è utilissimo il rapporto immediatamente sottostante a quello per le keyword che avete cercato, perché amplierà la portata delle vostre chiavi con query affini che potrebbero avere molto più volume di traffico, ed anche minore concorrenza!

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