Cosa è meglio per la SEO in Wordpress?

Molto spesso ci viene chiesto “Cosa è meglio per la SEO in Wordpress?“. Questa domanda si offre a moltissime letture, e si applica a tantissime interpretazioni diverse. In questo post nello specifico rispondiamo a due domanda ancora più granulari: E’ meglio usare le sottocartelle di dominio o i sottodomini per l’indicizzazione? Ed è vero che i post (articoli) sono migliori da un punto di vista SEO rispetto alle pagine (ad esempio in Wordpress) ? Andiamo quindi con ordine e rispondiamo a queste domande, anche con l’ausilio di risposte autorevoli, come quelle dei dipendenti (o ex dipendenti) di Google stessa.

Cosa è meglio per la SEO in Wordpress? (Capitolo 1)

 

E’ meglio usare un sottodominio o una sottocartella per la SEO?

Puoi identificare facilmente la differenza tra un sottodominio ed una sottocartella, poiché il sottodominio si trova a sinistra del dominio stesso (ad esempio analytics.fuellabstudio.com) mentre una sottocartella si colloca nell’url a destra del dominio stesso, dopo l’estensione (ad esempio fuellabstudio.com/sottocartella).

Spesso troviamo questa dinamica quando si progetta un sito multilingua. Mentre la scelta migliore è tendenzialmente quella di scegliere estensioni dominio diversificate in base alla localizzazione, moltissimi sviluppatori si trovano all’interno dell’annoso dilemma se sviluppare un sito web come “en.fuellabstudio.com” o “fullebastudio.com/en/“

Al di là di tutti gli aspetti e le possibili considerazioni, in che modo questa scelta impatta la SEO? Cosa è meglio scegliere?

Cosa ne dice Google?

Fermo restando che alcuni pionieri della SEO riferiranno che la sottocartella è sempre meglio di un sottodominio dal punto di vista di Search Engine Optimization, le cose nel tempo cambiano, e gli algoritmi dei motori di ricerca (assieme alla tecnologia dei loro spider) si evolvono. Google stessa ha riferito tramite Matt Cutts, nel “lontano” 2012:

“ They’re roughly equivalent. I would basically go with whichever one is easier for you in terms of configuration, your CMSs, all that sort of stuff… Both are on the same domain overall and so it’s really a question of which one is easier for you. Whichever one makes you happier I’d go ahead and do it that way “

 

Matt Cutts, Former head of Webspam at Google

John Mueller, Search Advocate di Google, si è speso abbondantemente su Twitter per cercare di convincere anche i più tradizionalisti tra i SEOs, e conferma infatti che

“ Google websearch is fine with using either subdomains or subdirectories. Making changes to a site’s URL structure tends to take a bit of time to settle down in search, so I recommend picking a setup that you can keep for longer”.

 

John Mueller, Search advocate at Google

A livello SEO sottodomini e sotto cartelle sono la stessa cosa?

Molti Search Engine Optimizers credono che i sottodomini vengano trattati dai crawler come come domini a parte; in realtà le cose sono, come sempre, molto più complesse.

Chiunque incorpori il sottodominio nel proprio sito web con contenuti affini, link interni e tutte le solite best practice, vedrà il proprio sottodominio trattato come parte del dominio principale da Google; in altre parole, il ranking del sottodominio contribuirà alle prestazioni del Dominio principale. Però, se mancassero link interni e affinità importanti a livello di contenuto, il sottodominio potrebbe venire indicizzato come realtà a sè stante.

L’incidente di pensiero dei SEOs di lunga data, è che potrebbero essersi persi l’aggiornamento di Google sull’host clustering di una decina d’anni fa. Prima di allora, infatti, l’utilizzo dei sottodomini poteva garantire il popolamento più rapido e denso della SERP con i risultati del proprietario dell’azione di Marketing. Come sempre, scovato il trick, il mercato ne ha abusato, e così Google se n’è accorta e ha cambiato il modo in cui la SERP considera questi risultati. Infatti, ad oggi, anche le estensioni site link possono puntare a sottodomini.

E’ un pò la stessa cosa che succede con i nostri Conversion Engine, che ti permettono di posizionare il tuo contenuto in prima posizione su Google per fino a 5.000 Long Tail Keyword (chiavi calde ad alta performance). Dopo un pò di tempo, quando l’Engine è un successo, vedrai sparire i tuoi contenuti da Google… cosa???

Si, esatto. E questo è un bene, perché significa che Google ha fatto il cosiddetto “Switch organico” per via dell’host clustering; in pratica, se vede che tutte queste chiavi puntano a landing che portano allo stesso dominio, Google posizionerà il Dominio stesso in prima posizione (o comunque con un’importante aumento di posizione) per tutte le chiavi per le quali hai avuto successo!

E’ vero che è meglio usare i post rispetto alle pagine per un buon Ranking?

In Fuel LAB forniamo servizi di Coaching verticale per Agenzie ed Aziende, e ci capita spesso di fare formazione on demand. Stiamo formando alcune risorse junior per un’Azienda IT, e mi è capitato di sentirmi rivolgere questa domanda: “mi hanno detto che è meglio usare i post rispetto alle pagine, in Wordpress, perché funzionano meglio per la SEO. E’ vero?”.

In generale vale la regola enunciata prima: in passato poteva essere così, complice anche il fatto che Wordpress è nato come blogging platform, e dunque gli articoli nativamente forniscono maggiori funzionalità di segmentazione delle informazioni. Tuttavia oggi i criteri per un buon Ranking sono cambiati, e come le Customer Journey tengono in considerazione tanti touchpoint diversi, anche i motori di ricerca considerano fattori sempre più vicini all’interazione umana; vediamo le differenze tra i post e le pagine da un punto di vista SEO in Wordpress.

Le differenze tecniche tra post e pagine in Wordpress

In WordPress, Pagine e Post sono i due principali tipi di contenuto, ed in effetti non sono stati creati nello stesso modo. Tecnicamente confrontati, le pagine e i post di WordPress differiscono nei seguenti modi:

  • Gerarchia: solo le pagine hanno una gerarchia: una pagina potrebbe essere “padre” di un’altra, come mostrato nell’URL della pagina (https://www.fuellabstudio.com/parent-page/child-page)
  • Contenuto statico e dinamico: per definizione, le pagine sono pubblicazioni una tantum statiche, mentre i post sono voci elencate cronologicamente.
  • Navigazione del sito e feed di notizie: le pagine sono solitamente incluse nel menu del sito (e nella mappa del sito, mi raccomando) mentre i post vengono elencati sulla pagina del blog e in un feed RSS.
  • Data di pubblicazione: La data di pubblicazione è della massima importanza per i post, ed infatti sono organizzati in modo numerico in base ad essa, mentre il tempo di pubblicazione non ha importanza per le pagine ed è irrilevante per il modo in cui le pagine sono organizzate sul sito.
  • Tassonomia: solo i post hanno categorie e tag, le pagine no.

Conclusioni

In definitiva, oggi, ha meno senso iperottimizzare le pagine come si faceva una decina d’anni fa. Sempre meglio essere scrupolosi, sia detto, ma è molto più efficace essere scrupolosi su altre Best Practice che il Motore di Ricerca tiene in considerazione, come:

  • Corretto utilizzo dei Tag H1, H2, H3…
  • Corretto utilizzo delle dei titoli SEO dei contenuti grafici e delle loro Alt
  • Velocità di caricamento della pagina, TTFB e TTFR
  • Autenticità del contenuto, qualità del contenuto, lunghezza del contenuto
  • Keyword density
  • User Experience (specialmente da mobile)

Tuttavia, ci sono altre considerazioni relative alla scelta tra pagine e post che alla fine contribuiscono ad influenzare il posizionamento organico del sito. Per rispondere alla domanda “Cosa è meglio per la SEO in Wordpress”, la risposta è che devi distribuire il tuo contenuto originale tra pagine e post, tenendo in considerazione le voci elencate sopra, e poi ricordati sempre che:

  • Agli Engine piace la struttura: le tue pagine devono essere ben organizzate per quanto riguarda la gerarchia e i menu, e mi raccomando usa le mappe dei siti, sia quelle per i robots, che quelle umane (che devono essere raggiungibili da navigazione umana, di solito nel footer.
  • Gli piace anche la tassonomia: li aiuta a ordinare i contenuti in relazione agli argomenti e alle categorie semantiche. Quindi la tassonomia dei post dovrebbe essere ben scelta e distribuita tra pagine e post, in relazione alle parole chiave per le quali si desidera fare Ranking.
  • Anche l’esperienza dell’utente è un fattore determinante: se i visitatori del tuo sito sono contenti, Google è felice e ti premia con una posizione più significativa sulla SERP. La felicità degli utenti viene misurata dalle metriche di coinvolgimento e conversione (come il tempo sul sito, le pagine per visita, la frequenza di rimbalzo, ecc.).

 

 

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